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giovedì 8 aprile 2010

Accostamenti richiosi...

...credevate me ne fossi dimenticata?

Allora per il riassunto della puntata precedente, qui.
O se non ho scritto niente in settimana, leggete il post prima di questo.

 "Cosa ci sta nei forum che ti fa ridere davanti ad una rastelliera?"

"Oh se fosse solo una rastrelliera niente, ma è il piccolo arcobaleno di colori che ci sta su ad essere d'ispirazione ridereccia."

"Ti vuoi spiegare?"

"Nei forum ci stanno i gruppi, in quello di House io avevo il nickname che si colorava di rosso, perché il Cuddy fan club era, e  quanto ne so è ancora, rosso."

"Ma non avevi smesso di guardare House?"

"Sì, ho smesso, mi sono fermata alla quinta serie, ma mi ricordo che vuoi che ti dica.
E poi i gruppi ora li fanno praticamente tutti, li avevo fatti anche io nel tentativo di forum su JAG."

"Scommetti che indovino che colore eri lì? Blu Navy!"

"Esatto! Ma era troppo facile, prova ad indovinare che colore sono nel forum su Criminal Minds?"

La persona che ho davanti si volta verso la rastrelliera ed osserva le rocche colorate che ci stanno sopra.
Ce ne sono di Rosse, di Blu, di Verdi e di un bel Fucsia, tendente al Rosa!

"So che non ti piacciono il verde e il rosa, non mi dire che è uno dei due?"

"Curiosamente entrambi."

"Come?"

"L'Hotchner Fan club prima era Verde, poi è diventato fucsia. Giusto un po' meno rosa di quelle rocche lì."

"E come mai hai scelto quel club lì se i colori non ti piacciono?"

"Mica lo si sceglie per quello il club di appartenenza. E poi se dovevo guardare il mio colore preferito avrei dovuto scegliere o David , Blu scuro, o Derek azzurro.
E guarda un po' le rocche dell'altro lato della rastrelliera?"

"Ahahahaha, Derek batte David e Hotch messi insieme.
Manca giusto Reid poi hai fatto poker!"



Ecco... un'altra persona trascinata nel vortice accostamenti assurdi, e senza nemmeno faticare troppo.
Però... mi aveva detto che non vedeva CM e non leggeva il mio blog...sto iniziando a sospettare che fosse una frottola!

Ma no, devo averne giusto parlato una volta di troppo in pausa mensa.
Una sola eh!



^_^

mercoledì 20 gennaio 2010

Pause e stelle.

Non aver voglia di stare dentro per tutta la durata della mezz'ora, ma fuori fa troppo freddo.
E che diamine, dico sempre che mi piace il freddo, forza.

Infilarsi la giacca, ed uscire per vedere che tempo fa.
Che da dentro non si vedeva mica.
Troppa condensa sui vetri.

Una serenata di stelle.
Rimanere con il naso all'insù per un pezzo.
Almeno fino all'inizio del semicongelamento dello stesso.

Attimi di perfezione.

Rientrare, il frastuono è quasi accogliente.
Poi le cuffie a riparare le orecchie e rimane solo il calduccio.
E le ultime tre ore della giornata lavorativa sono volate.

A volte capita.
Basta avere altro a cui pensare mentre si va col pilota automatico innestato.
Solo non devono essere cose che distraggano, giusto pensieri in libertà.
Per lavorare con un sorriso sulla faccia mentre alcuni si domandano:
Ma questa che cacchio ha da ridere?

Niente.
Sorrido per conto mio per il piacere di farlo.
Perchè se piango non cambia un tubo, tranne che invece di domandarsi solo che ho me lo verrebbero anche a chiedere, e io non ho voglia di parlarne, non con loro.

Non più.
Con loro solo silenzio.
Le parole le serbo per gli altri, quelli che ci sono sempre anche quando rido di loro e con loro.

Soprattutto con... Buonanotte.

giovedì 17 dicembre 2009

Stavolta la camicia arriva sul serio...

Locazione oraria.
La pausa mensa.

Locazione fisica.

L'angolino caldo dove mi rintano a leggere o a scrivere durante la mezz'ora di pausa.

Presenti.
Io ed alcune matasse colorate, messe sulla sedia che di solito occupo.

Arrivo e le vedo, inizio a prenderle con delicatezza e le sposto altrove.
Barbottando tra me ed Enza Cosci.
"Ma tu guarda se dovevano mettervi qui sopra, via che mi devo sedere un po', sono stanca!"

Non visto.
El Parun del Vapore.
Proprio dietro di me, solo che stavo uscendo e non lo avevo visto arrivare.
Divento di un bel bordò, tendente al carminio acceso.

"B...Buongiorno!"
"Buongiorno a lei".

Se ne va per la sua strada, non ho idea di cosa abbia sentito, ma quando mi passa davanti collega e nota il colorito, che ora tende al verdolino spento.

"Che hai stai male?"
"No... è che di solito quando barbotto da sola al massimo mi sente qualche collega che mi conosce da un pezzo. Oggi mi ha pescato il comandante in capo, forse ora sta chiamando un centro psichiatrico".
"Devo dirgli che hai la stanza prenotata a Las Vegas?"

Io deglutuisco piano. Panico!

Perché la cosa della stanza a Las Vegas riguarda Criminal Minds, la mamma di Reid è lì internata e sul forum ci si scherzava sopra, sul fatto che tiene da parte il posto per alcune fans della serie.
E non avevo idea che quella persona leggesse il forum.

Forse dovrei cancellare qualche post.
Perchè mi sa che la camicia che si allaccia dietro l'hanno già ordinata.
Chissà se fanno sconti comitive.

^_^

mercoledì 11 novembre 2009

Benintesi...

Il titolo un errore grammaticale?
Be' l'intero blog ne è zeppo, uno più uno meno chi lo nota?

È che se ci sono i malintesi ci saranno anche i benintesi, o no?

Probababilmente no.


Cosa sto facendo?
Aggiorno il blog facendo scivolare nella pagina seguente un post che poteva causarmi qualche fastidio, se piattolega avesse avuto la luna storta.

Invece l'ha presa sul ridere.
Lo so bene di essere molto più piattola io.
Carognetta fatta e finita che non son altro.

Ma la cosa divertente è che per prima cosa mi ha chiesto:
"Ma dici a me? O lo hai detto anche ad altri lo stesso ragionamento sui contatti?"

"L'ho fatto anche con altri quel ragionamento là!"

"E ti hanno dato la medesima mia risposta?"

"Coda di paglia?"

"SSS..."

No, non è il sibilo di una vipera, è il gergo per Sei Sempre Stronza!

Che le parolacce non si possono dire tra colleghi, solo tra piattoleghi, vero?

^_^


La cosa comica sul serio, è che effettivamente sono state ben più di due le persone a rispondermi allo stesso modo, ma le spiegazioni le ha domandate una persona sola.

Misteri

Buonanotte

venerdì 30 ottobre 2009

Normalità!

Rabb-it Vs Piattolega*

"Ma secondo te cosa dovrei fare? Se chiamo io rispondono, se io non chiamo... il silenzio, ma per sta gente potrei anche essere morta!"

"Ma succede sempre così, è normale quando non ci si frequenta spesso"

"Fammi capire, sarei anormale perché mi aspetto che le cose non debbano sempre andare a senso unico, da me a loro ma vorrei che a volte andassero da loro a me?"

"Ma no, è che ti dico che le cose vanno così, la normalità è questa"

"Ah... bene, felice di non essere normale, se è quella!"

"Io non ho detto che non sei normale!"

"Ti ascolti quando parli?"


Ora, io lo so di essere fuori come un balcone e che la normalità non mi appartiene, ma secondo voi se in una frase mi si dice per due volte che quello che penso non è normale, sono io che ho frainteso o piattolega capisce una beneamata?

Lo so... è la seconda!


* Ah spiegazione di termine
Piattola+Collega=piattolega... è pure unisex!

domenica 17 maggio 2009

Avanti un altro!

Ed un altro libro è volato via durante la mezz'ora, e l'ho terminato oggi.
E ve ne passo un pezzettino.

Il libro era "Manuale dell'imperfetto sportivo" di Severgnini. (2003)

Non penso proprio che gli serva la mia pubblicità, anzi semmai potrebbe esser negativa, per lui intendo, per me no di certo.

Il pezzettino è quasi all'inizio, al termine del capitolo 1 "Sport filosofico".

"Non c'è ufficio, compagnia, associazione o famiglia che non sia dotata di un arbitro.
Talvolta è la persona più saggia, spesso la più impicciona. Nessuno le ha mai chiesto niente. Ma lei accorre saltellando attraverso il campo della nostra vita.
Ho litigato con il mio fidanzato-portiere; di che ti impicci? ragiona la ragazza-ala sinistra. Ma lui, l'arbitro, arriva con la faccetta compunta e la soluzione pronta. E magari il fidanzato viene cacciato, quando sarebbe stato sufficiente un richiamo verbale.
E i guardalinee, direte voi? Certo ci sono anche loro. Aiutano l'arbitro a prendere le decisioni nella vita degli altri. Il tipico guardalinee si sente realizzato quando segnala un fuorigioco sospetto.
Per esempio: voi siete a cena per lavoro con una bella collega, lui vi vede, riferisce al direttore di gara - non chiedete quale gara, lo sa lui - il quale, alla prima occasione, ne parla a vostra moglie, che non capisce e non gradisce(talvolta le due cose insieme).
Come ovviare a tutto questo? Semplice: ammonite arbitro e guardalinee. Alla seconda ammonizione, cartellino rosso: fuori dai piedi. Il bello di questa partita è che si può fare."

Ecco l'intero capitolo aveva assegnato i vari ruoli calcistici, portiere terzino mediano... e via di seguito, a piccoli spaccati di vita quotidiana.
Ho riportato solo il finale per due ottime ragioni: a riportarvi l'intero capitolo era troppo lungo; e gli arbitri e i guardalinee lo sa anche chi non segue manco una partita di calcio cosa fanno, vero?

Ecco come mai mi scappa da ridere quando leggo, e a volte anche solo quando ripenso a cose lette.
Anche se non condivido il finale, secondo me non sempre si possono mandare fuori dai piedi gli impiccioni, ma vista la mia coerenza domani potrei aver cambiato opinione.

Finito e da domani ne inizio un altro, solo che questo dubito di bermelo in una settimana.

Buona settimana a tutti.

venerdì 8 maggio 2009

Finito!

"Per coloro che non sono capaci di credere, ci sono i riti; per coloro che non sono capaci di ispirare il rispetto da sé, c'è l'etichetta; per coloro che non sanno vestirsi c'è la moda; per coloro che non sanno creare, ci sono le convenzioni e i clichés.
Ecco perché i burocrati amano i cerimoniali, i preti i riti, i piccoli borghesi le convenzioni sociali, i bellimbusti la moda, e gli attori le convenzioni teatrali, gli stereotipi e un intero rituale di azioni sceniche."
Konstantin Stanilsavskij
(Regista, attore e teorico del teatro russo, 1863-1938)

A pagina 113 di Office, di Guglielmo Cancelli, c'è questa citazione.
Mi piaceva e l'ho ricopiata.

Perchè l'ho fatto?
Perchè ho finito ieri di leggerlo.
Perchè Guglielmo Cancelli è uno pseudonimo, dietro al qualce potrebbe stare chiunque abbia lavorato in un ufficio.
Ci si fa due risate e, nel mio caso, si ringrazia sentitamente di NON lavorare in un ufficio.

E di avere il tempo nella mezz'ora di pausa di leggere un poco.
Si stacca.
Si è come altrove.
Il dove varia con il libro, infatti son un poco masochista a portarmi da leggere in pausa un libro che parla di lavoro, ma tanto non è il mio di lavoro, quindi che importa.

Ma da oggi si cambia libro.
Quale sia ve lo dico quando l'ho finito.
Come per questo.

A fine lettura un po' di righe sconclusionate tanto per occupare spazio sul web.
Buon fine settimana

martedì 7 ottobre 2008

Mezzodì

Pausa pranzo, i fatidici 25 minuti.
SMS:
"Ciao sei due o due dieci oggi?" *.

"Due dieci"
(Leggete il resto e capirete perché ho mentito)

"OH no, come mi spiace, potevamo trovarci nel pomeriggio se facevi sei due."

"Scusa ma mi è partito il messaggio incompleto, era questo:
due dieci l'ho fatto settimana scorsa.
Ricordi ti scrivevo di mattina e io dal lavoro non posso mica scrivere, mezz'ora esclusa.
Dove ci troviamo?"


Sto ancora aspettando la risposta.
Dite che sono troppo str**a?
E c'avete ragione... ok a sua difesa dirò che potrebbe non aver ricevuto il secondo messaggio, ma visto che quando non corre il rischio di incontrarmi riesce sempre a rispondermi, non una o due volte, decine di volte, qualche dubbietto sulla buona fede di * io ce l'ho.

E lo so che se ora legge capirà che l'ho fatto apposta e non è stato un incidente, ma magari la smette di prendermi in giro.
Sì son proprio grama.