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sabato 30 settembre 2023

giovedì 22 giugno 2023

Piccoli momenti di quotidianità

C'era un'etichetta che non ricordavo, Al supermercato... e dopo oggi ho deciso di riutilizzarla.
Fila alla cassa, giovine concittadino guarda il mio carrello ed esclama: ma hai preso troppa (scegliete voi cosa metterci ...)!
Sopprimo la tentazione di invitarlo a farsi i cavoli suoi.

Un respiro profondo e passo oltre.

Dovrebbe ringraziare la sua buona stella il giovincello: non capita spesso che il qui presente lagomorfo non reagisca. 


venerdì 8 marzo 2019

E il colpevole è...

... il maggiordomo!

No, niente... solo una cosa che mi è venuto di scrivere dopo aver postato due tweet ieri pomeriggio.

Ah sì, l'argomento è La Porta Rossa...

martedì 23 aprile 2013

Come per il parco

Ve le ricordate le regole dei racconti dal parco? 
Sono le stesse al supermercato.  
Come sarebbe quali regole? 
Andate a leggere i post etichettati come parco e poi tornate a leggere questo post.

martedì 13 marzo 2012

L'argomento è ancora troppo fresco.

Quindi io non vi dedicherò un post.
È una delle regole di questo blog: toccare molto di rado la cronaca.
Questa è una di quelle volte che anche se ho una gran voglia di raccontarvi una cosa dovrò aspettare che non sembri che lo faccio per attirare visite vista l'attualità dell'argomento.
La coincidenza è che sia successo proprio adesso, o forse è successo ora proprio perché in tanti ne parlano.
Chissà.
Perché ne accenno se non ne voglio parlare nel dettaglio?
Perché così i tre o quattro di voi che leggono magari se io mi scordo me lo ricordano loro che devo ancora raccontarvi una cosa.
Ricordatevi:
Lezioni di grammatica alla cassa del supermercato.
Sarà il titolo del post sull'argomento.
O una cosa simile.

Grazie.

giovedì 20 ottobre 2011

Parlate a bassa voce.

O potreste finire in un blog.

Sentita in giro
"Dovrebbero solo fare una legge apposta. Chi ha una casa con giardino può prendersi un cane, tutti gli altri no. Così non devono portarli in giro e uno non è obbligato ad averci a che fare."
Credo si riferisse anche a chi non raccoglie quello che dovrebbe, però ero tentata di spiegargli che anche chi ha casa con giardino porta a spasso il proprio cane, ma suppongo mi avrebbe detto che sarebbe proibito da un emendamento della medesima legge.
No, non ho detto niente.
Mi sono bastati gli sguardi di compatimento che le ha riservato chi era a tiro d'orecchio.
Lo so, sono una vigliacca.
Oh il mio nickname mica lo ho scelto a caso.

giovedì 6 gennaio 2011

Figure...

...fatte dormendo.
Perchè non potevo essere sveglia, nossignore.
Il supermercato era aperto, si fa un salto a prendere il pane fresco, e si fa giretto per i reparti.
Chiedo un informazione per una cosa all'addetto del reparto tecnologico, e mentre mi spiega vedo l'antivirus, e leggo sulla scatola che è del 2011, quindi cosa chiedo?

Ma logico: Uh c'è già l'antivirus per quest'anno?
(E meno male che avevo letto, vero? Ve lo dicevo che dormivo!)

Ecco l'impiegato è gentile e se lo tiene per se quello che ha pensato, poi magari lo scriverà nel suo blog, chissà.
Ma no guardi ci hanno stampato su 2011 per sport.
Mi dice un semplice: Sì.

Lo prendo, tanto tra un mesetto dovrei farlo lo stesso e magari rischio di doverlo cercare, ora è lì bello tranquillo che aspetta che il mio pc dica: Scaduto... l'antivirus è scaduto! Svegliaaaaaaa!

Ecco, lo so che l'ultima parola non la vedrò, ma vi assicuro che mi verrà in mente, dopo stamattina.

venerdì 13 agosto 2010

C'è da spostare un carrello!

Il titolo non è certamente originale.
Sì, da piccola capitavo sul Drive In... ho persino visto Pistarino dal vivo quando è venuto all'Alpaà di Varallo Sesia negli anni ottanta, quindi... il riferimento del titolo è quello che pensate.
Ma non c'entra molto con il post.
Il Drive In non c'entra intendo.

Avete presente quando al supermercato ci stanno fuori vicino ai posteggi le file di carrelli, in cui infilare una moneta, per andarsi a fare la spesa?
Ecco io ho un mistero da risolvere.
Per mia comodità prendo sempre quello più vicino alla macchina, così quando scarico la spesa dovrei teoricamente trovare il suo posto dove riporlo.
Teoricamente, perché quasi sempre se il posto macchina è lontano dall'ingresso del supermercato i posti sono tutti occupati.
La ragione?
Semplice, parecchi, non tutti alcuni fanno come me, prendono il carrello nel punto più vicino all'ingresso, ma poi quando è ora di rimetterlo a posto, non fanno il pezzo di strada in più, ma lo mettono in quello più vicino all'auto.
Comodo vero?
Già per loro sicuramente.
Mi domando cosa gli cambi pigliare il carrello dove hanno la macchina, quando è vuoto non è poi così difficile da spostare.
Ma sono quelle domande fatte tanto per... scrivere un post che non mi faccia pensare troppo.
A tutte le altre cose, ben più importanti e gravi, a cui non posso mettere rimedio.

Uhm... bel modo per non pensare.
Eh già. :-(

ah, tornando alle cose futili.
Ricordatevi di votare per il sondaggio.
A presto.

giovedì 11 marzo 2010

Va bene lasci.

L'altro ieri.
Andare al banco dei formaggi.
Chiedere due etti di toma.
La commessa mi mostra dove taglia le dico va bene lasci pure.
"Ah ma sono due etti come ha chiesto."
"Due e mezzo."

Appoggia il pezzo di formaggio sul piatto della bilancia e i led segnano 254,30.

"Ma come ha fatto?"
"Ex commessa... si vede che l'occhio è ancora allenato."
Mentre incarta il mio formaggio mi domanda dove lavoravo, l'orario è di bassa affluenza non ci sono clienti e chiacchieriamo per qualche minuto.

Vado alla cassa e mi scappa un risolino all'idea che quasi vent'anni dopo ho ancora il calibro, come lo chiamava un mio cliente, di quelli che passavano almeno tre quattro volte a settimana, con cui scommettevamo sui pesi.

Uno scarto di 15 grammi e io gli avrei pagato il caffé, almeno teoricamente, perché poi al bar con lui non sono mai andata, e poi... avrebbe quasi sempre dovuto pagare lui.
Non sarebbe stato cortese da parte mia.

Di sbagliarmi di troppo non mi capitava quasi mai, scommettevo sul sicuro.


Tornando all'altro giorno, la toma era proprio buona.
Da ringraziare per quei 50 grammi in più.

sabato 5 dicembre 2009

venerdì 27 novembre 2009

Irascibilità, e vergogna

Io lo so che le prossime volte che metterò piede al supermercato mi vergognerò.
E pure tanto.

Ma maledizione... quando ti fanno ripetere la stessa cosa tre volte, poi arriva chi era a meno di due metri e con l'aria più candida del mondo te lo chiede per la quarta volta, e tu sei una persona poco quieta, vedasi mia futura epigrafe, Ora sto tranquilla... post precedenti.

Può anche succedere che verbalmente esplodi con un: Ma mi sta a pigliare in giro?

E no... se avessi detto in giro non mi vergognerei, forse, ho usato un'altra parola.
Che inizia per C e finisce con O.

Esatto... per la cronaca avevo ragione io ad essere irritata, ma come cita quel detto:
Non cadi mai tanto in torto come quando abusi delle tue ragioni.

Vado... a farmi una cammomilla!

Doppia.

martedì 24 marzo 2009

L'ho detto prima io!

Spesa alla rinfusa da dividere, questo è mio, questo è tuo, questi sono della nonna.
Ad un certo punto si arriva al docciaschiuma.

Niente di che, se non fosse che mio fratello se ne esce con il dire che hanno una grana i docciaschiuma di oggi, e io me ne sto pure li impalata ad aspettare che mi spieghi questa cosa.

"No, è che vedi non li fanno più con il tappo a vite, hanno tutti lo scatto, e a volte si aprono ed è un macello."
(Fa un paio di allenamenti a settimana, il macello lo trovava nella borsa con il cambio)

E io me ne esco con:
"Potrei quasi farci un post sopra."

Io ridevo, per prenderlo un poco in giro, e lui:
"Ma mi rubi tutte le idee?"

"Ma dove lo hai aperto un blog? E poi ti metteresti a dar consigli casalinghi?"

"Son più casalingo io di te, e no non ho un blog, ma non è giusto che ti prendi il merito di far ridere chi ti legge, quando sono io che ti suggerisco gran parte delle freddure."

E li ho dovuto faticare a non ridergli in faccia.
Per due buone ragioni, la prima è che non è mai bene stuzzicare i propri fratelli maggiori quando sono sversi.
La seconda è che non ha tutti i torti.

"Senti non ti ci mettere anche te, lo dico quando sei te il suggeritore, quasi sempre."

"Sarà il quasi che mi irrita."

"E allora perché non leggi mai cosa scrivo?"

"Perché ti sopporto a piccole dosi, per iscritto sarebbe troppo, lo so!"

Ora... quando si dice che i parenti son serpenti non è mica solo un modo di dire.

Va bene lo so che è meglio per me se non legge.

Molto meglio!

E non sono manco riuscita a farmi spiegare per bene la cosa del tappo a vite.
Ma va bene lo stesso, tanto gli ho detto che se mi pagano per quello che scrivo facciamo fifty-fifty.
No, non iniziate a dire, uh come sei generosa, è solo che so benissimo che quello che scrivo non avrà mai un rientro economico, è facilissimo essere generosi con guadagni immaginari, tipo monopoli.

^_^

Ora però l'ho anche messo per iscritto, ergo se un domani dovessero pagarmi sul serio, scherzo, sono impegnata, si sa verba volant, scripta manent*


*ok non so come si scrive e non ho voglia di mettermi a cercare con google!

domenica 19 ottobre 2008

Fuori contesto

Sono parecchie settimane che si fa un gran parlare delle vincite al lotto.
Mentre scrivo questo post non so se qualcuno ha vinto o meno il superenalotto.

Però tra i vari discorsi sentiti uno è stato molto divertente.

Ero nel supermercato a fare la spesa e si sa a volte mentre si è in fila per pagare alla cassa si scambiano due parole.
Le persone al mio fianco erano molto irritate con il loro lavoro pagnotta, spero che zaubarei mi perdoni l'uso del termine, insomma uno dei due ad un certo punto esclama:

"Se vinco, compro la baracca, vado la con una ruspa e rado al suolo quel posto."

Io che so dove lavora la persona in questione, non chiedetemi dove che non ve lo dirò mai. E no, non è un mio collega.

Lo guardo e gli dico che è molto generoso.
Lui mi dice che forse non ho capito cosa ha detto.
E io.

"No, no ho capito che vuole radere al suolo il suo posto di lavoro, solo che trovo che sia una cosa molto generosa, voglio dire uno vince al lotto e ci si aspetta che prenda e pensi a se, una casa, un viaggio, e invece lei manterebbe le famiglie dei suoi colleghi, che se non sbaglio non avrebbero più un posto di lavoro.
Se non è generosità questa."

L'amico che era con lui, ha colto e gli fa.
"Ora sei fregato, se dove lavori capita qualcosa i tuoi colleghi verrano da te per farsi mantenere."

Il poveretto credo stia pregando di non vincere mai nulla.

Ora il tizio stava certamente esagerando, non credo che uno lo direbbe in giro di voler fare tabula rasa, lo farebbe e basta, però se quella frase tolta dal contesto scherzoso del:
Cosa faresti se vincessi miliardi?

Suona un po' minacciosa vero?
Ecco come mai non si dovrebbe prendere per oro colato tutto quello che si legge e si sente.

Prima che andiate dai miei datori di lavoro a dire che rabb-it vuole radere al suolo l'azienda, sappiate che manco gioco al lotto io.

Così, giusto per non cadere in tentazione!